INDIVIDUATI RESTI DI ANFITEATRO IN CASTRUM NEI PRESSI DI MEGIDDO, ISRAELE

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Nel cuore della Valle di Jezreel, in Israele, una straordinaria scoperta archeologica ha rivelato aspetti accattivanti della storia romana locale: un sito vicino al Tel di Megiddo, associato anche al centro biblico Armageddon, ha rivelato interessanti manufatti architettonici attraverso un ingegnoso uso del georadar, portando alla luce i resti di un anfiteatro utilizzato per l’addestramento al combattimento dei legionari romani nella legione di stanza nel territorio.

Un accampamento romano di 1.800 anni, è sepolto sotto le fertili terre del Kibbutz Megiddo. Questa base militare misurava circa 500×400 mt e ospitava circa 5.000 soldati della Legio II Traiana e della Legio VI  Ferrata. Situato nella valle di Jezreel, è stato riscoperto tra il 1998 e il 2000 grazie a lunghe indagini archeologiche.

Durante i recenti scavi, gli archeologi hanno analizzato ulteriori edifici del centro militare, trai i quali un centro amministrativo e un tempio con relativo sacello. Al di fuori della cinta muraria principale, utilizzando il georadar (GPR), è stato identificata una necropoli e un anfiteatro.

L’anfiteatro portato alla luce si è rivelato una scoperta straordinaria. Secondo Matthew J. Adams, co-direttore degli scavi e direttore del Centro per il Mondo Mediterraneo, un organizzazione no-profit con sede a Tucson, Arizona, questo tipo di anfiteatro, destinato ai militari e non al pubblico in generale, è uno dei primi edifici pubblici di questo tipo ad essere stati individuati.

L’edificio aveva due distinti muri circolari che lo circondavano e sono stati scavati, suggerendo che ad un certo punto abbia subito un ampliamento, dimostrando la continuità temporale di un luogo di allenamento. Progettato per il rigoroso addestramento dei legionari, i suoi muri in pietra hanno conservato un segno distintivo: la vernice rosso sangue. Questa scelta decorativa unica apre prospettive entusiasmanti riguardo al suo simbolismo e al suo ruolo nell’addestramento militare. 

Oltre alla sua utilità pratica, l’anfiteatro rivelò anche caratteristiche cultuali. Il gruppo di ricerca ha scoperto tracce di attività religiose all’interno delle sue porte, comprese lampade votive che potrebbero essere collegate al culto di Nemesis , la dea della giustizia distributiva, e perciò punitrice di quanto, eccedendo la giusta misura, turba l’ordine dell’universo. 

Secondo Heinz-Jürgen Beste, ingegnere e ricercatore di architettura greca e romana presso l’Istituto Archeologico Germanico, la progressiva espansione dell’anfiteatro nel corso del tempo testimonierebbe il suo ruolo centrale nell’addestramento militare. 

Gli archeologi hanno scoperto anche tre dita scolpite nell’avorio tra i resti nel Tempio dei Principia del castrum. Probabilmente appartenevano a una statua raffigurante un imperatore romano, forse Adriano, suggerendo che le pratiche di culto imperiale romano si svolgessero anche all’interno degli accampamenti.  

Inoltre, il team di ricerca ha prelevato anche campioni di DNA dalla necropoli dei legionari per comprendere meglio l’origine etnica dei soldati. Questi dati potrebbero rivelare le pratiche di reclutamento e la composizione dell’esercito romano nella regione. 

Lo studio consente, dunque, di accedere a nuova  informazioni sulla comprensione del patrimonio architettonico romano e del suo impatto su questa regione iconica per molti versi.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Per ulteriori info: The Jezreel Valley Regional Project (JVRP)

Source: danielemancini-archeologia.it

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