PER LA PRIMA VOLTA, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE RIVELA TESTO PERDUTO DEI PAPIRI DI ERCOLANO

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Per la prima volta, un’intera parola e diverse lettere sono state decodificate da un rotolo semi carbonizzato di uno dei papiri di Ercolano sopravvissuto all’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. grazie a una nuova analisi operata dall’intelligenza artificiale (AI). La parola è  πορφύραc in greco antico,  che significa “tinto di porpora”.

Il testo proviene da uno delle centinaia di rotoli di papiri illeggibili rinvenuti nell’antica città di Ercolano negli anni Cinquanta del Settecento. Recentemente, la Vesuvius Challenge, una sorta di concorso a premi che, attraverso un software di apprendimento automatico per scoprire le parole all’interno dei papiri di Ercolano, ha assegnato 40.000 $ a Luke Farritor, uno studente di informatica di 21 anni presso l’Università del Nebraska-Lincoln, per il suo lavoro di ricerca.

La Vesuvius Challenge è stata lanciata a marzo da Brent Seales, docente di informatica presso l’Università del Kentucky, e colleghi, che hanno lavorato in collaborazione con numerose istituzioni in tutto il mondo, tra cui EduceLab, la Biblioteca dell’Institut de France e la Silicon Valley. La sfida ha messo a disposizione dei concorrenti il ​​software dei partner, insieme a migliaia di immagini a raggi X 3D di due papiri arrotolati semi carbonizzati e tre frammenti di papiro.

Farritor conferma che il team di EduceLab ha effettuato un ottimo lavoro nel costruire una solida base per il progresso sullo studio dei rotoli dei delicati rotoli di papiro semi carbonizzati, soprattutto per almeno svolgerle virtualmente. Grazie all’analisi del loro lavoro precedente, delle osservazioni di altri concorrenti, è stato realizzato un rilevatore di apprendimento automatico per trovare i caratteri alfabetici antichi.

Non molto tempo dopo la scoperta di Farritor, anche Youssef Nader, studente egiziano laureato in biorobotica a Berlino, scoprì la stessa identica parola in modo indipendente e con risultati ancora più chiari, guadagnandosi un premio di 10.000 $.

Papirologi esperti hanno analizzato i risultati e secondo, Federica Nicolardi, docente di Papirologia presso l’Università di Napoli Federico II, è estremamente emozionante leggere. parole intere, non solo sequenze di lettere, dall’interno di un rotolo. La studiosa ritiene che la caratteristica più singolare della Biblioteca di Ercolano è che i testi conservati sono del tutto sconosciuti da altre fonti e che presto sarà possibile l’argomento di ogni singolo papiro, identificare lo scriba se già presente nella raccolta e datare il documento,

La porpora, ottenuta grazie alle secrezioni di molluschi Gasteropidi, era molto apprezzata nell’Impero Romano, poiché era rara e aveva connotazioni riferite ai regnati. Secondo la Nicolardi, dunque, il termine potrebbe riferirsi al colore porpora di vesti o al rango sociale di individui che potevano permettersi la tintura o anche la coltivazione dei molluschi.

Gli scavi effettuati a Ercolano nel corso dei secoli hanno rivelato i tesori delle città, tra cui centinaia di pergamene attribuite a Lucio Calpurnio Piso Caesonino, il suocero di Giulio Cesare. I papiri non hanno subito il decadimento del tempo  decaduti perché di sono essiccati col calore e carbonizzati, poi rimasti sepolti nei depositi vulcanici espulsi dal Vesuvio, preservandoli.

Ulteriori premi in denaro della Vesuvius Challenge potrebbero portare a più papiri decodificati per vincere fino 700.000 dollari grazie ai precisi rilievi delle scansioni a raggi X 3D. Grazie a questa estemporanea sfida sarà possibile identificare iscrizioni grazie a oltre mille gruppi di ricerca che lavorerano su manufatti destinati solo a un modesto team, rendendo competitivo e affascinante l’aspetto scientifico della ricerca.

Tradotto e rielaborato da Daniele Mancini

Source: danielemancini-archeologia.it

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